Le vostre recensioni e autopromozioni!
Le Stagioni - Via Papa Giovanni XXIII 44, 24050 Orio al Serio (BG)
Locale storico aperto nel 1969 dalla famiglia Zanchi. Ristorante con pizzeria prepara alla carta piatti a base di pesce.
Proposte costanti con arrivi giornalieri di scampi e gamberoni nazionali, pesce al forno con servizio al tavolo.
Ambiente informale con giardino estivo. Ideale per incontri di lavoro e cene. Tel 035 311613. www.ristorantelestagioni.it


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Osteria Didù - Viale Matteotti 76, 18100 Imperia
Piccolo, grazioso e minimalista ottima cucina con prodotti del territorio. Cucina innovativa con uno chef molto creativo.

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Il Signore dei Fornelli - Via Noalese 91/C, Zero Branco (TV)
Ottimo ristorante dove gustare dell'eccellente pesce fresco in modo classico od originale. Da provare.
Fosca

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La grotta 56 - Via Giusto Turazza 13, 56048 Volterra (PI)
Veramente eccezionale, lo Chef è da stella Michelin davvero e il personale eccellente!
Da provare.

Barbara
Bakari, libagioni e desinare - Vico del Fieno 16, 16123 Genova
Si trova nel centro storico medievale di Genova, oggetto già da qualche anno di un complesso recupero strutturale che ha permesso di riscoprire una città inaspettatamente bella. L'ingresso è su una stretta viuzza pedonale; entrati, ci si trova di colpo immersi in un ambiente pervaso da un'elegante atmosfera liberty. Raffinato, arredato con gusto, coloratissimo, è diviso in piccoli locali e con i tavoli (essenziali e sobri, in piacevole contrasto con i toni liberty) disposti a giusta distanza tra loro.
La musica jazz in sottofondo è rilassante e garantisce la giusta intimità per una cenetta romantica, senza essere troppo invadente. Il locale ha circa 60 coperti, vi consigliamo vivamente di prenotare per tempo. Il menù è esposto con nomi di portate originali ed accostamenti insoliti, come La rivincita di Willy il Coyote (filetto di struzzo con crema agli asparagi), i Topini di Cenerentola (gnocchi di patate e zucca saltati con un trito di noci e crema di pecorino), Quando la moglie è in vacanza (millefoglie con crema calda), ed ancora l'eccezionale Robespierre di manzo, i tagliolini alla Norcina (aglio, olio, prezzemolo e tartufo nero), A piedi nudi nell'orto...
Togliamo tanto di cappello leggendo testualmente nel menù: "l'amore con cui sono stati creati questi piatti Vi invita ad astenervi dal richiedere modifiche". Nulla di retorico, perché sia la presentazione dei piatti che l'equilibrio del loro gusto sono davvero di altissimo livello.
La carta dei vini conta circa 150 etichette, italiane ed estere, oltre ad un nutrito elenco di amari, grappe, bas armagnac e vini da meditazione, tutti proposti a prezzi corretti. Pregevole il caffè della casa: moka, servito in bicchiere di vetro ed aromatizzato con una scorzetta di limone. La spesa totale per una cena per due, incluso vino di buon livello, è di circa 80- 90 euro, decisamente ben spesi. Assolutamente da visitare!!
Baita Ristoro Jausenstation Munt Wiesen - 39040 Coll Funes (BZ)
A 1650 metri, sulla strada che da San Pietro sale oltre Colle verso il passo delle Erbe e collega la Val di Funes alla Val Badia, non una vera e propria osteria, ma una baita come se ne trovano molte da queste parti, dove mangiare o bere qualcosa dopo una camminata fra le splendide montagne che qui offrono una cornice fantastica o un giro nei boschi, d'estate ricchi di funghi.
La gestione è affidata a Herbert Fischnaller, un ragazzo poco più che trentenne che ha costruito il locale con le proprie mani, e ne cura personalmente la manutenzione, aggiungendo di volta in volta una nuova dispensa, aggiustando il tetto o rimodernando il bagno, secondo lo stile di vita di queste valli, dove si impara a fare tutto. E qui fa tutto lui davvero. Nonostante l'innata riservatezza tipica degli abitanti di queste zone, risponde volentieri alle vostre domande una volta soddisfatti tutti i clienti. Non vi manderà mai via da un tavolo, anche se vi siete seduti solo a bere una birra o a mangiare un piatto di speck, e vi offrirà volentieri un mazzo di carte da gioco se glielo chiedete.
Passione forse ereditata da uno zio chef, Herbert ha cominciato questa attività per amore; non si considera un grande cuoco, ma un "montanaro" che fa qualcosa che ama: cucinare e stare a contatto con la gente. E i suoi piatti ne sono la prova. Gestisce tutto da solo; non stupitevi se all'improvviso lo vedete uscire dalla baita e dirigersi con un coltello verso il prato alle vostre spalle: ha finito l'erba cipollina e sta andando a prenderla direttamente nel piccolo orticello ricavato alle pendici del bosco. Solo nei periodi di maggior lavoro si fa talora affiancare per servire ai tavoli. Il locale è molto semplice: all'esterno panche e tavoli di legno, e all'interno alcuni tavoli nel tipico arredamento tirolese. Tutto essenziale ma estremamente curato e pulito.
Il menù propone pochi piatti (una ventina in tutto) garanzia di qualità e di freschezza, tutti degni di nota. Si può cominciare con alcuni affettati del posto (immancabile lo speck e gli affumicati di loro produzione) o con il Graukaese, un formaggio particolare dal sapore amarognolo condito con cipolla,con pane (quello nero, sottile e secco tipico di questa zona) spalmato di uno squisito burro alle erbe fatto in casa.
I piatti sono quelli della tradizione, rivisti e rivisitati con passione, come ad esempio Schlutzkrapfen (ravioli ripieni di spinaci) su un mare di burro come si usa da queste parti ma incredibilmente leggeri; canederli, da quelli tradizionali al formaggio o agli spinaci ad accostamenti anche insoliti (rape rosse ad esempio) ma sempre riusciti; le immancabili uova con patate, la crema di ortiche (a seconda della stagione) o di castagne, lo spezzatino con la polenta... E per finire la classica Kaiserschmarren (una sorta di omelette a pezzi con marmellata di mirtilli rossi) e dolci che spesso sorprendono come il semifreddo di sambuco o di amaretto, e lo strudel buonissimo (alcuni clienti vanno addirittura lì da Innsbruck per mangiarlo!).
I piatti restano sostanzialmente invariati durante la stagione, fatta salva la disponibilità della materia prima.
Unico punto dolente: qui si beve preferibilmente birra. Ma, essendo in montagna, ci si può rifare con delle ottime grappe (ad esempio quella di pino mugo fatta in casa).

Anonimo
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